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Farmacie Storiche in Toscana
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Introduzione

La pratica medica e farmaceutica, fin dai tempi più antichi, ha avuto in Toscana un'attenzione e una cura del tutto particolari; fin dal suo nascere essa è legata a un diffuso spirito religioso rivolto all'assistenza agli infermi. Trova larga applicazione sia nelle strutture monastiche sorte fin dal Mille sull'onda dell'osservanza alla Regula di San Benedetto, sia pure nell'ambito di strutture costruite per merito di facoltosi benefattori. Si potrebbe dire che in Toscana non vi era Convento o Spedale che, accanto all'Ospitium, dove venivano accolti e curati i pellegrini, non avesse una Spezieria e un Monacus Pigmentarius addetto alla coltivazione e preparazione dei medicamenti.

 

La Toscana è famosa anche per le sue numerose spezierie pubbliche, le cosiddette botteghe di speziale che, antenate delle farmacie attuali, e come queste gestite da privati, erano strettamente legate e sottoposte, al loro nascere, alle regole dell'Arte dei Medici e Speziali.

 

Di questa complessa storia delle antiche strutture dove si preparavano e vendevano medicinali, oggi non rimangono che poche tracce; alla dispersione delle farmacie conventuali contribuì ad esempio la soppressione dei conventi che portò spesso alla perdita di arredi e dotazioni antiche, così come il nuovo assetto del sistema sanitario, sotto il cui controllo erano passate le farmacie ospedaliere, portò a cambiamenti e spostamenti che costituiscono un capitolo, ancora in parte da indagare, della storia della farmacia.

 

Dalla consapevolezza che la nostra regione ha, anche in questo campo, una storia ricca e articolata, dalla necessità di riscoprire e valorizzare quanto di questo patrimonio culturale è rimasto, è nata la ricerca sulle farmacie storiche che ha assunto i caratteri di un vero e proprio censimento che non vuole comunque essere esaustivo ma aperto a integrazioni e suggerimenti utili a completare, per quanto possibile, la conoscenza di una realtà complessa, soggetta a continue trasformazioni, che non si ricollega solo alla storia più generale della scienza medica ma fa parte di quella di ogni singola città o di un territorio caratterizzati da diversità e originalità culturali.

 

Strumento del censimento è stata una scheda appositamente studiata e progettata in modo da restituire in maniera sintetica l'ampio spettro d'informazioni che una realtà così complessa poteva esprimere. Nel censimento sono state oggetto di particolare attenzione soprattutto quelle realtà che hanno mantenuto in gran parte intatte le testimonianze del proprio passato. La "carta di identità" di ogni singola farmacia contiene i requisiti relativi ai principali connotati, alla sede in cui la farmacia è collocata, all'arredo, alla dotazione e alla storia. Scaffali e banco di vendita talvolta costituiscono un unicum altamente significativo dell'epoca in cui sono stati realizzati; la dotazione, per lo più costituita da oggetti che servivano a contenere o a preparare gli antichi medicamenti, riguarda mortai in bronzo, pezzi ceramici e vitrei che, essendo generalmente di manifattura toscana, sono indice di quello stretto legame che esisteva tra l'attività farmaceutica e manifatturiera. La storia di ogni singola farmacia è stata ricostruita in base alle fonti bibliografiche e alle informazioni orali e in diversi casi in base al materiale documentario fornito dai singoli farmacisti. In alcuni casi la storia della farmacia ha assunto i caratteri della storia della famiglia del farmacista, ultimo di una "stirpe" che conserva archivi, vecchi ricettari, diplomi di laurea e antiche farmacopee, ma anche si è arricchita delle esperienze legate agli eventi bellici e alle alluvioni.

 

In questa sede il nostro lavoro viene presentato con i caratteri della guida che si pone il duplice obiettivo di dare informazioni che permettano una fruizione di questo patrimonio ad un vasto pubblico, e nello stesso tempo, pur se sinteticamente, documenta la storia della farmacia, ne descrive gli arredi e le dotazioni sottolineando, quando è possibile, i caratteri stilistici ricorrenti.

 

L'oggetto privilegiato del nostro lavoro sono state le farmacie pubbliche in quanto meno documentate e più soggette a disperdere il proprio patrimonio per ragioni legate anche alle nuove esigenze di vendita e di organizzazione; a ciò si deve anche la scelta di documentare fotograficamente in questa pubblicazione esclusivamente tale realtà.

 

Per le conventuali e le ospedaliere, sempre intimamente legate alla storia dei complessi architettonici che le ospitano, è stata rinviata una documentazione fotografica ad una pubblicazione di più ampio respiro nella quale possa emergere più compiutamente il valore storico, documentario ed estetico di cui sono testimoni. Riteniamo comunque sia un contributo interessante averle riunite in un percorso più generale della storia della farmacia.

 

Abbiamo inserito lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze anche se non è una vera e propria farmacia, data la rilevanza dell'attività svolta da questa istituzione nel campo farmaceutico.

Sono state oggetto di indagine, per un totale di 136, quelle farmacie che hanno conservato arredi e/o dotazioni fino ai primi anni del secolo XX tranne alcune eccezioni giustificate da ragioni storiche ed estetiche. Le farmacie sono elencate in ordine alfabetico secondo una divisione per province.

Riteniamo importante sottolineare il fatto che le farmacie si trasformano e vengono modernizzate con grande frequenza con conseguenti dispersioni parziali o totali di arredi o dotazioni e si può affermare che le farmacie storiche tuttora esistenti lo sono grazie alla sensibilità, cultura e passione per la loro professione dei farmacisti proprietari.

 

1998, Francesco Boccanera - Anna Vittoria Laghi


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