<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN"><html lang="it" xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
<head>
<title>Leonardo da Vinci: L&#8217;anatomia delle macchine Leonardo e gli ingegneri del Rinascimento</title>
<link rel="stylesheet" href="ingrin/espo.css" type="text/css"/>
<meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1"/>
<meta meta="htdig-keywords" content="appllir"/>
<meta http-equiv="dc:title" content="Leonardo da Vinci: L&#8217;anatomia delle macchine"/>
<meta http-equiv="dc:language" content="ITA"/>
<meta http-equiv="dc:subject" content="introduzione"/>
<meta http-equiv="dc:date" content=""/>
<meta http-equiv="dc:description" content=""/>
<meta http-equiv="dc:format" content=""/>
<meta http-equiv="dc:type" content="text"/>
<meta http-equiv="dc:type" content="cultural"/>
<meta http-equiv="dc:type" content="original"/>
<meta http-equiv="dc:rights" content="Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze, Italia"/>
<script>
function restringi(indirizzo){
								document.cerca.keywords.value=indirizzo;
								this.document.cerca.submit();
							  }
function MM_openBrWindow(theURL,winName,features) {window.open(theURL,winName,features);}
</script>
</head>
<body>
<div id="intestazione">
<div class="blocco"></div>
<div id="logo"><a href="http://www.museogalileo.it/"><img src="ingrin/ilogo-espo.gif" alt="logo Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza" width="475" height="37"/></a></div>
</div>
<div id="navigazione">
<div class="blocco"></div>
<div id="quadretti"><img src="../quadretti.jpg" alt="quadretti" width="39" height="19" align="left"/></div>
<div id="lingua"><span class="grigio">ITALIANO</span> / <a href="genscheda.asp?appl=LIR&amp;xsl=sezione&amp;lingua=ENG&amp;chiave=100799">ENGLISH</a></div>
</div>
<table id="corpo" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" summary="Tabella strutturata su quattro righe: nella prima si trova una riga di orientamento; nella seconda sono riportati il titolo, le caratteristiche e un'immagine dello strumento; la terza contiene  la storia ed ulteriori immagini dello stesso; la quarta i link alla pagina antecedente, a quella successiva e alla sala dell'oggetto in esame">
<tr>
<td valign="top" class="inalto">
<table border="0" summary="Tabella strutturata su tre righe: nella prima sono riportati il titolo, le caratteristiche e un'immagine dello strumento; nella seconda la storia ed ulteriori immagini dello stesso; nella terza i link alla pagina antecedente e a quella successiva e alla sala dell'oggetto in esame">
<tr>
<td colspan="3" id="orientamento">
<a href="http://www.imss.fi.it/espo/indice.html#esposizioni" class="breadcrumb">Esposizioni on-line</a>
<span class="small bordeaux">&gt;</span>
<a href="ingrin/indice.html" class="breadcrumb">Leonardo e gli ingegneri del Rinascimento</a>
<span class="small bordeaux">&gt;</span>
<a href="genindice.asp?appl=LIR&amp;indice=63&amp;xsl=listagenerale&amp;chiave=800257" class="breadcrumb">Indice Generale</a>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" id="titolo">
<h1>Leonardo da Vinci: L&#8217;anatomia delle macchine</h1>
</td>
</tr>
<tr>
<td id="testo" colspan="3">
<p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="">L'aspetto piu innovativo del contributo tecnologico di Leonardo e l'analisi alla quale sottomette gli organi delle macchine nei suoi studi a far data dall'ultimo decennio del Quattrocento. Per il primo egli considera la macchina non come un insieme indivisibile, ma come il risultato dell'assemblaggio di una serie di dispositivi. Egli comprende cosi che l'infinita varieta delle macchine risulta dalle molteplici combinazioni possibili di un numero finito di meccanismi, che egli definisce "elementi macchinali". Leonardo progetta di dedicare agli "elementi macchinali" un intero trattato, nel quale si propone di scomporre le macchine nei loro 'organi' fondamentali, studiandone con metodi quantitativi le caratteristiche e le variazioni di rendimento. Tali organi vengono 'espiantati' dalle macchine e raffigurati isolati dal resto dei dispositivi ai quali sono collegati.</span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="">Negli stessi anni, Leonardo applica questo metodo allo studio del corpo umano, i cui organi egli considera come dispositivi meccanici di grande perfezione.</span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="">La sua visione dell'anatomia delle macchine e dell'uomo trovo espressione in una serie di disegni magistrali che segnano la nascita della moderna illustrazione scientifica.</span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style=""></span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="font-style:italic;">Qui si dimostra la natura della vite e come ella debba piuttosto essere adoperata in tirare che in spingere; e com'ella fa piu forza a essere semplice che doppia, e sottile che grossa, essendo mossa da pari lunghezza di leva e da pari forza. E si fara un poco di discorso in quanti modi si puo adoperare, e quanti tipi si possono fare di viti senza fine; e in che modo la vite senza fine s'accompagni colle rote dentate... E si dira della natura delle sue madri. E si dira delle viti retrose e delle viti che per un medesimo tirare spingano e tirano il peso, e di viti che per una solta volta che se le dia, fara spostare la sua madre molte delle sue volte circulari... E si dira in che modo si debbono fare e del modo di metterle in opera...</span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="font-style:italic;">E tali strumenti si figureranno in gran parte senza le loro armadure, o altra cosa che avessi a impedire l'occhio di quello che le studia. Poi si dira delle differenze che si trova tra la leva di continua forza nella sua operazione, cioe la rota, e la leva di varia potenza, cioe la diritta. E perche l'una e migliore che l'altra, e perche l'altra e piu breve e comoda che la prima. E si trattera della rota del ritegno e del suo servitore. E della rota dell'aumentazione, e dell'empito dei moti, e natura di poli e lor consumamento. E delle corde e taglie e argani, e rulli.</span></p>
<p style="text-align:justify;" xmlns=""><span style="">Introduzione al </span><span style="font-style:italic;">Trattato degli elementi macchinali</span><span style="">, Codice di Madrid I, c. 82r.</span></p>
</p>
<p class="centrato">
<span class="bordeaux">.................................</span>
</p>
<br/>
<div id="immagini">
<table cellSpacing="0" width="600" border="0" cellPadding="0">
<tr>
<td>
<br/>
<br/>
</td>
</tr>
</table>
</div>
</td>
</tr>
</table>
</td>
<td id="correlati" rowspan="3">
<h2>ESPLORA...</h2>
<h3>slide-show</h3>
<ul>
<li xmlns=""><a href="genscheda.asp?appl=LIR&amp;xsl=slideshow&amp;chiave=101789"><img src="icona-multimedia.gif"> L'anatomia delle macchine</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
</table>
<div id="piedipagina">
<div class="blocco">        <span class="grigio">@ 2004 IMSS</span> -  <span class="grigio">Piazza dei Giudici 1</span> - <span class="grigio">50122 Firenze</span> - <span class="grigio">ITALIA</span>
</div>
</div>
<noscript>
<p class="grassetto">Per il corretto funzionamento della ricerca semplice in questa pagina occorre avere JavaScript abilitato.</p>
</noscript>
<script type="text/javascript">
var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");
document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript">
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-1978002-1");
pageTracker._trackPageview();
</script>
</body>
</html>
