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  • La Palazzina Marconi a Coltano, Pisa.zoom in altra finestra

La stazione radiotelegrafica "Guglielmo Marconi"

Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento la tenuta di Coltano, allora appartenente alla Casa Reale insieme alle tenute di Tombolo e San Rossore, si estendeva per oltre 3000 ettari nella vasta pianura compresa tra Pisa e Livorno che, già in epoca medicea, era stata oggetto dei primi tentativi di bonifica. Fu proprio per la sua posizione centrale rispetto alla penisola e per il suo terreno acquitrinoso adatto alla trasmissione delle onde lunghe - allora utilizzate nelle telecomunicazioni - che Marconi, agli inizi del XX secolo, scelse Coltano per costruirvi la propria Stazione Radiotelegrafica. Grazie alla concessione, da parte del re Vittorio Emanuele III, di circa 114 ettari di terreno, su un dosso denominato Poggio di Corniolo, l'idea della nuovo Centro radio iniziò a prender corpo ma difficoltà tecniche e burocratiche ne protrassero i lavori dal 1903 al 1911. L'impianto, costituito da due padiglioni aerei a pianta rettangolare denominati "coloniale" e "continentale", sostenuti da 16 antenne di metallo e legno alte circa 75 metri, comprendeva due gruppi alternatori da 200 kW - uno azionato da un motore trifase, l'altro da un motore a corrente continua - trasformatori di corrente che portavano la tensione a 10.000 V e un grande apparecchio trasmittente. La stazione, allora la più importante d'Europa e una delle primissime al mondo, collaudata nel novembre del 1910 con un messaggio verso Glace Bay in Canada, fu messa in servizio dalla Reale Marina nel novembre del 1911, agli inizi della guerra italo-turca, stabilendo i primi collegamenti con Massawa in Eritrea.

Al termine del primo conflitto mondiale, in accordo con le aumentate esigenze di traffico e l'evolversi delle conoscenze tecniche, sul Poggio di Corniolo fu costruito un ulteriore padiglione aereo di 420 metri di lato per le comunicazioni trans-continentali, costituito da 4 antenne alte approssimativamente 250 metri. Collocato ad una certa distanza dall'impianto preesistente per consentire l'utilizzo simultaneo delle due stazioni senza interferenze, il nuovo impianto fu utilizzato dalla Regia Marina per estendere le comunicazioni alle imbarcazioni in navigazione. Il Centro, affidato dal 1924 al 1928 alla Società Italo Radio, attorno al 1930 fu riscattato, per volere di Costanzo Ciano, dal Ministero delle Comunicazioni, sotto cui raggiunse il suo periodo di massimo splendore. Purtroppo fu irrimediabilmente danneggiato durante la Seconda Guerra mondiale quando le sue antenne furono abbattute, lasciandone intatti solo i basamenti, tutt'oggi visibili. Solo la Palazzina Marconi rimase in piedi con pochi danni, ma non essendo mai più riutilizzata, subì anch'essa un lento e graduale processo di abbandono.

E' recente la proposta di farne, insieme ad un vicino centro di produzione Rai abbandonato dal 1952, una cittadella delle telecomunicazioni e un museo della radio, con la volontà di salvaguardare in tal modo una preziosa testimonianza del glorioso passato italiano.

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Scheda a cura di Elena Fani

Data aggiornamento 04/gen/2011