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Mappe

ritratto di leonardo

Nel presentare la Toscana attraverso le mappe di Leonardo si è deciso di suddividere il territorio in 19 zone non sempre convenzionali, cercando di evidenziare sinteticamente le ragioni per cui Leonardo si interessò a queste aree distinguendo le ipotesi dalle certezze documentate.

Carta RLW 12278

Carta a volo d’uccello della Toscana (e di una parte dell’Umbria) con Val di Chiana (e Lago Trasimeno), tra Arezzo, Volterra, Siena, Sovana, Chiusi, Cortona e Sansepolcro, c. 1502.

Questo foglio risale al tempo in cui Leonardo viaggiava in Toscana e nell’Italia centrale come architetto e ingegnere plenipotenziario di Cesare Borgia. Viste la cura e la freddezza nell’impostazione e nell’esecuzione dei dettagli, la scrittura da sinistra a destra, la forzatura deformante nella parte inferiore destra per includere i riferimenti del Lago di Bolsena e del Mar Tirreno, sembra costituire un supporto illustrativo alla presentazione di un progetto per la regimazione idrografica della Val di Chiana in rapporto soprattutto con l’Arno, oltre che con il Trasimeno e il Tevere. E forse anche di un piano strategico in relazione ai fiumi tra la riva sinistra dell’Arno, il Cecina e l’Ombrone grossetano.

Rilevante – come nella carta RLW 12682 – l’importanza del corso d’acqua a valle di Cortona, tra la Val di Chiana e il Trasimeno, da ricollegarsi all’annotazione del foglio RLW 12277: «Braccio da Montone lo chiuse». Questa nota sull’antica conformazione della regione tosco-umbra conferma la visione leonardesca della Toscana preistorica, in particolare di quella Val di Chiana che Torricelli definì «vera similitudine di mare» e che la visione utopica di Leonardo traduce in serbatoio idrico per rendere le acque d’Amo più costanti e navigabile il Canale di Firenze. Molto interessante è il rapporto tra il grande invaso della Val di Chiana e i suoi affluenti tra Ponte alla Nave, verso nord, e Ponte a Valiano, verso sud.

Escludendo i toponimi relativi all’Umbria, sono stati individuati 254 tra città, castelli e corsi d’acqua distribuiti nelle seguenti zone geografiche: Aretino, Casentino, Chianti, Firenze e dintorni, Grossetano, Livorno e dintorni, Medio Valdarno, Senese, Val d’Arbia, Val d’Orcia, Val di Cecina, Val di Greve, Val di Pesa, Valdelsa, Valdera, Val di Chiana, Valtiberina, Volterrano.

Zone topografiche di appartenenza:
Carta RLW 12683

Carta a volo d’uccello della Toscana occidentale con la costa da Campiglia e San Vincenzo a Lucca, con i dintorni di Pisa, Livorno, Volterra e la Valdera, c. 1503.

Carta illustrativa in cui i toponimi sono presenti con scrittura non speculare. In basso, sulla riva destra dell’Arno, nella zona tra Vicopisano, Castelfranco, S. Maria a Monte e S. Croce, quindi tra le paludi di Bientina e Fucecchio, i castelli e i paesi sono indicati senza denominazioni (è comunque riconoscibile Vicopisano). Tale particolare contribuisce a escludere questa carta dai disegni finalizzati alla deviazione dell’Arno nel Canale di Firenze attraverso la Valdinievole; è evidente, invece, che si tratta di una carta dimostrativa per il progetto di deviazione dell’Arno lontano da Pisa verso lo Stagno di Livorno. Notevole la verosimiglianza del porto di Livorno, anche in relazione a uno schizzo giovanile nel Codice Atlantico (f. 147a-r). La scala è circa 1:200.000.

Sono stati individuati 101 tra città, castelli, singoli edifici, corsi e invasi idrografici distribuiti nelle seguenti zone geografiche: Livorno e dintorni, Lucchesia, Pisa e dintorni, Volterrano e Valdera.

Zone topografiche di appartenenza:
Carta RLW 12685

Carta della Toscana di nord-ovest (da Firenze a Barga, Ripafratta e Bientina) con studi per la deviazione dell’Arno nel Canale di Firenze, attraverso Prato, Pistoia e Serravalle, c. 1503.

Variante illustrativa e dimostrativa (con toponimi scritti in maniera non speculare) della carta RLW 12279, che anticipa quella più precisa del Codice di Madrid II ai fogli 22v-23r. Il tracciato è quasi identico da Firenze a Serravalle ma sembra qui interessare il Padule di Fucecchio e sfiorare soltanto quello di Bientina. Fra le approssimazioni e le inesattezze, il Montalbano risulta perpendicolare al corso dell’Arno. Sul margine a sinistra è indicata una scala equivalente a circa 1:217/230.000, che risulta costante e quasi corrispondente alla realtà, ad eccezione del territorio occidentale, dove le distanze sembrano determinate con oscillazioni di scala tra 1:160.000 e 1:190.000 (da Bientina a Lucca cm 8,9 sulla carta, che dovrebbero corrispondere a circa 13 miglia fiorentine e cioè a circa km 21,5, ma la distanza reale è km 17); invece da Bientina a Firenze si contano cm 21,7 corrispondenti a circa 31 miglia e quindi a circa km 51 mentre la distanza reale è km 52. Firenze è raffigurata senza denominazione ma è ben riconoscibile anche per la cupola del Duomo. Così pure Poggio a Caiano con la Villa Medicea. Tra le varie località si distinguono per la verosimiglianza gli schizzi stenografici di luoghi evidentemente ben conosciuti da Leonardo, come Vinci e Bacchereto, Fucecchio e Ponte a Cappiano, o l’impianto quadrato di città come Empoli.

Fra le inesattezze più evidenti di questa carta risultano, stranamente, le posizioni errate di edifici a lui ben noti, come l’Abbazia di San Giusto e lo Spedale di Sant’Alluccio sul Montalbano, punti di riferimento nei suoi spostamenti giovanili e nelle ricognizioni per la deviazione dell’Arno.

Sono stati individuati individuato 55 tra città e castelli distribuiti nelle seguenti zone geografiche: Firenze e dintorni, Lucchesia, Medio Valdarno, Montalbano, Prato-Pistoia, Valdinievole.

Zone topografiche di appartenenza:

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Scheda a cura di Alessandro Vezzosi, con la collaborazione di Agnese Sabato

Data aggiornamento 12/feb/2008