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Maestri, compagni, amici e allievi

Maestri, compagni, amici e allievi

Ancora oggi sono da approfondire i legami di Leonardo coi suoi contemporanei, e la notevole influenza esercitata su di lui dai predecessori. Certamente studiò l’arte classica, ed ebbe una chiara ammirazione per Giotto, Masaccio e Brunelleschi. Il Verrocchio fu suo maestro, ma Leonardo guardò anche ai Pollaiolo e ai fiamminghi. Menzionò come amici, nei suoi manoscritti, alcuni fra i maggiori artisti del tempo, ed ebbe una bottega e una scuola di cui in passato si è sottovalutata l’importanza: la sua arte influenzò il tardo ‘400 fiorentino e il Manierismo toscano.

  • Geniale architetto e teorico, ebbe una notevole influenza su Leonardo, che potè studiare numerosi edifici realizzati dall’Alberti a Firenze: la Loggia e il Palazzo Rucellai, la facciata di Santa Maria Novella, il tempietto del Santo Sepolcro e la cupola della Santissima Annunziata. Leonardo conobbe le opere teoretiche dell’Alberti, che citò più volte nei suoi appunti.

  • Matematico, procuratore del monastero di Santa Maria degli Angeli, il suo nome è presente diverse volte negli atti rogati dal padre di Leonardo. Menzionato dal Vinci, potrebbe essere stato il suo maestro d’abaco, ruolo che altri attribuiscono invece a Giovanni del Sodo, altro matematico di Firenze.

  • Autore di celebri capolavori conservati agli Uffizi, fu come Leonardo allievo del Verrocchio. Il Vinci lo ricorda nel Codice Atlantico, nonché nel Libro di pittura. Nel suo affresco Sant'Agostino nello studio, dipinto nella Chiesa di Ognissanti, troviamo un astrolabio che evoca quello schizzato da Leonardo, verso il 1480, nel disegno del prospettografo.

  • Celebre architetto della cupola di Santa Maria del Fiore, disegnò altri splendidi edifici a Firenze. Grande protagonista del primo Rinascimento, fu anche un importante scultore. Influenzò notevolmente il giovane Leonardo, che rielaborò in diversi disegni le su macchine da cantiere.

  • Cimabue ha vissuto da protagonista l’età di grande rinnovamento che l’arte figurativa ha attraversato in Italia tra ‘200 e ‘300. Autore di alcuni noti capolavori come la Maestà degli Uffizi e il Crocifisso di Santa Croce, collaborò alla realizzazione dei mosaici del Battistero; è menzionato da Leonardo come maestro di Giotto

  • Nato a Firenze, abitava all’angolo di piazza Santa Croce con via del Diluvio (attuale via Verdi). Era a Roma con Leonardo quando fu incaricato da papa Leone X Medici di recare un suo messaggio in Etiopia. Durante il viaggio scrisse a Giuliano de’ Medici una lettera che contiene una citazione ambigua pertinente a Leonardo, da cui ha avuto origine la sua fama di "vegetariano" e "animalista”. Eseguì importanti rilevazioni astronomiche, geografiche e etnografiche; da fonti storiche sappiamo che egli introdusse in Africa i caratteri mobili per la stampa.

  • Dinastia di artisti alla quale appartennero Luca (1400-1482), il nipote Andrea e il figlio di questi, Giovanni. Alla loro bottega si riferisce la meravigliosa “invenzione” della terracotta invetriata, tecnica con cui furono realizzate numerosissime opere destinate a chiese ed edifici di Firenze e dell’intera Toscana. Leonardo li menziona nel Libro di pittura.

  • Originaria dell’omonimo castello nel Chianti, fu una famiglia fiorentina di orologiai, orefici, astronomi, matematici, inventori e cartografi alla quale appartennero Lorenzo (1446-1512), Bernardo, Camillo, Benvenuto, Eufrosino e Girolamo. Nel gennaio del 1504 Lorenzo era con Leonardo fra i saggi interpellati per la collocazione del Davide di Michelangelo; è più che probabile che Lorenzo e Leonardo si scambiassero le loro esperienze sul tema degli orologi e di altri studi tecnologici. In diverse luoghi di Firenze si conservano manoscritti e manufatti riconducibili ai membri della famiglia.

  • Leonardo menziona nel Codice Atlantico questo pittore: influenzato soprattuto dal Beato Angelico e dal Baldovinetti, è celebre soprattutto per la grande tavola con Dante e la Divina Commedia in Santa Maria del Fiore. Fu anche autore, fra l’altro, di una deliziosa Madonna, oggi al Museo del Bigallo.

  • Architetto e ingegnere, nel 1458 gli fu commissionato il progetto iniziale di Palazzo Pitti, mentre nel 1487 era a Milano, dove conobbe Leonardo: qui era stato chiamato per giudicare i progetti per il tiburio del duomo, ai quali lavorava anche lo stesso artista vinciano. Proprio da Milano, Fancelli scrisse a Lorenzo il Magnifico per illustrare un progetto destinato a rendere navigabile l’Arno da Firenze a Signa. Sua figlia Chiara sposò il Perugino.

  • Nato a Siena, fu architetto, ingegnere, pittore e scultore. Leonardo studiò i suoi trattati e fu con lui a Pavia nel 1490: a lui erano attribuiti alcuni disegni autografi dell’artista vinciano. Recentemente si è cercato di attribuire a Leonardo un ruolo importante a fianco di Francesco di Giorgio nella realizzazione di architetture come Santa Maria delle Grazie a Cortona; è più probabile invece che il Vinci ne sia stato influenzato.

  • Pittore, come i fratelli David e Benedetto, fu maestro di Michelangelo. Considerato, come Leonardo, fra gli allievi del Verrocchio, a lui erano stati assegnati due capolavori come l’Annunciazione degli Uffizi, oggi attribuita dai più a Leonardo, e il singolare Tondo Miller di Palazzo Vecchio. In Firenze le sue opere principali si trovano nelle chiese di Santa Trinita e di Santa Maria Novella; in quest’ultima chiesa, nel Ritratto di dama della Cappella Tornabuoni anticipa la posizione dinamica della Gioconda.

  • Il grande pittore, architetto e scultore, nato a Vicchio nel Mugello, fu il massimo protagonista del decisivo rinnovamento dell’arte gotica italiana. È ricordato intorno al 1490 con ammirazione da Leonardo nel Codice Atlantico per aver fatto risorgere la pittura dal declino, ripartendo dallo studio diretto della natura.

  • Figlio di Filippo e allievo di Botticelli, fu grande amico di Leonardo, come dimostra l’interscambio di commissioni pittoriche: è il caso della pala per la cappella di San Bernardo del Palazzo della Signoria e di quella con la Sant’Anna per l’altare maggiore della Santissima Annunziata. Sue opere sono custodite nella Badia Fiorentina e agli Uffizi, mentre sono visibili affreschi di Filippino nella Cappella Brancacci al Carmine e nella Cappella Strozzi in Santa Maria Novella.

  • Fu condiscepolo di Leonardo nella bottega del Verrocchio, che lo nominò suo erede; nello stile pittorico aveva col Vinci molti punti in comune, tanto che a lui erano un tempo attribuite opere oggi ritenute capolavori autografi di Leonardo, compresa la Dama con l’ermellino. Dipinti importanti di Lorenzo di Credi si conservano agli Uffizi e nella chiesa di San Domenico a Fiesole.

  • Machiavelli e Leonardo furono in stretto contatto nei primi anni del Cinquecento, quando il primo era segretario della Repubblica Fiorentina, il secondo era anche al servizio di Cesare Borgia, lavorava per Firenze alla deviazione dell’Arno contro Pisa e iniziava la Battaglia di Anghiari nel Palazzo della Signoria. Col rientro dei Medici in Firenze, Machiavelli fu allontanato e si dedicò alla scrittura.

  • Nella sua breve vita, trascorsa in Oltrarno a Firenze, Masaccio innovò profondamente l’arte fiorentina del XV secolo, a cominciare dalla prospettiva: fu studiato e ammirato da Leonardo, che nel Codice Atlantico lo cita come esempio di rinascita contro la decadenza dell’arte d’imitazione.

  • Quando nel 1500 Leonardo tornò a Firenze, lo fece in compagnia di Luca Pacioli, che era ospitato nel convento francescano di Santa Croce. Leonardo aveva conosciuto l’illustre matematico a Milano, dove era stato suo allievo negli anni in cui illustrava il De Divina Proportione. Pacioli, fra l’altro, ricordava nel De Viribus Quantitis un ponte di fortuna ideato da Leonardo.

  • Di origine umbra, fu pittore insieme a Leonardo nella bottega del Verrocchio. I due allievi furono descritti dal padre di Raffaello come «due giovin par d’etade e di amori»: in una sua opera, oggi a Londra, è possibile rilevare la partecipazione del Vinci. Sono conservate a Firenze numerosi suoi dipinti, sia tavole che affreschi.

  • Citato in modo esplicito da Leonardo, è uno dei grandi protagonisti del ‘400: influenzò notevolmente Leonardo con il suo De Prospectiva pingendi, nonché con la sua pittura che evidenziava una concezione matematica. In Toscana si conservano opere di Piero agli Uffizi e in vari siti della provincia di Arezzo.

  • Citato numerose volte da Leonardo, Bartolomeo Sacchi (detto Platina) fu molto noto per le sue doti culinarie. Nato nei pressi di Cremona, fu apprezzato in alcune delle maggiori corti dell’epoca, lavorò in Vaticano per la biblioteca del papa ed ebbe rapporti con l’Accademia Medicea insieme al Ficino.

  • Antonio (1431 -1498) e Piero (1441 c.-1496) Benci, detti del Pollaiolo. Ambedue pittori, Antonio si affermò, ancor più di Piero, nell’arte orafa, nella scultura e come uno dei primi grandi incisori (straordinaria La Battaglia di ignudi). Piero è fra l’altro autore del celebre Ritratto di giovane dama del Museo Poldi Pezzoli a Milano. Sicuramente influenzarono in maniera determinante il giovane Leonardo, dal segno grafico allo studio dell’anatomia; evidenti anche i legami per quello che concerne la concezione del paesaggio e la dinamica intensa delle figure nello spazio.

  • Allievo in giovane età di Leonardo, era originario di Pontorme, paese a soli dieci chilometri da Vinci raffigurato da Leonardo nelle sue mappe. Delle sue opere presenti a Firenze, la più nota è la Deposizione della chiesa di Santa Felicita, ma numerose altre sono visibili in diverse chiese e musei. A Pontorme oggi si conservano i Santi da lui dipinti nella Chiesa di San Michele, mentre la sua casa natale è stata restaurata e aperta al pubblico.

  • Scultore, si formò nella cerchia del Verrocchio; fu influenzato da Leonardo, come dimostrano alcuni bozzetti di sculture derivati dalla Battaglia di Anghiari. Dal 1506 lavorò al gruppo scultoreo con la Predica del Battista per il Battistero fiorentino, con il consiglio e forse la partecipazione di Leonardo: i due abitavano insieme nel vicino palazzo Martelli.

  • Antonio da Sangallo il Vecchio fu apprezzato come architetto in varie città toscane, e lavorò con Leonardo a Piombino. Il fratello Giuliano, anch’egli architetto oltre che ingegnere militare e scultore, lavorò a Firenze e fuori città per progetti del massimo prestigio: si trovava con Leonardo a Milano nell’ottobre del 1492 per presentare a Ludovico Sforza il progetto di un grandioso palazzo. Antonio da Sangallo il Giovane, loro nipote, fu architetto e intagliatore: lavorò a Roma nella cerchia del Bramante e collaborò con Raffaello.

  • Scultore, orafo e pittore. L’appartenenza di Leonardo alla sua scuola è confermata da diverse fonti, nonché chiaramente dimostrabile da un punto di vista stilistico in opere come l’Annunciazione e il Battesimo degli Uffizi. Nel 1471 Verrocchio posizionò la sfera di rame dorato sulla sommità della lanterna della cupola di Santa Maria del Fiore, alla presenza del giovane Leonardo; la collaborazione dell’artista vinciano è stata da alcuni ipotizzata nelle varie sculture del Verrocchio conservate a Firenze.