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  • Facciata della Domus GalilŠana, Pisa.zoom in altra finestra
  • Particolare della facciata della Domus GalilŠana, Pisa.zoom in altra finestra

Domus GalilŠana

Istituita nel 1941 allo scopo di raccogliere e conservare fonti bibliografiche e documentarie su Galileo e i suoi discepoli, la Domus GalilŠana conserva una ricca biblioteca con circa 40.000 tra volumi e opuscoli e un prezioso nucleo di manoscritti e documenti galileiani ricevuto in deposito dalla Biblioteca universitaria. Si segnalano, per valore e unicitÓ, una lettera autografa di Galileo Galilei a Fra' Paolo Sarpi contenente la prima formulazione della legge di caduta dei gravi (1604), vario materiale iconografico relativo allo scienziato pisano, l'archivio di Antonio Pacinotti, inventore della dinamo e del motore elettrico, il carteggio di Antonio Favaro, curatore della monumentale edizione nazionale delle opere di Galileo (1890-1909), e gli appunti lasciati dal fisico Enrico Fermi al momento della sua partenza per gli Stati Uniti.

La Domus ha sede nei locali rimasti dell'antica Specola dello Studio pisano, primo osservatorio astronomico pubblico della Toscana, tra i pi¨ antichi in Italia, la cui costruzione fu iniziata nel 1734. Era situato in una torre a cinque piani, costruita sui resti di una pi¨ antica collocata su un lato del palazzo. Nel 1739 fu istituita presso l'UniversitÓ di Pisa una cattedra di astronomia affidata a Tommaso Perelli, nominato anche direttore della Specola pisana. L'attivitÓ astronomica vera e propria inizi˛ soltanto nel 1846, a causa di varie difficoltÓ, principalmente di carattere finanziario. A partire dal 1765 Perelli potÚ avvalersi dell'aiuto di Giuseppe Antonio Slop de Cadenberg, che in seguito l'avrebbe sostituito alla direzione. Slop de Cadenberg inizi˛ una regolare attivitÓ di osservazioni e cur˛ la pubblicazione di sei volumi di ricerche astronomiche compiute a Pisa. Fra Settecento e Ottocento lavor˛ presso l'osservatorio anche Giuseppe Piazzini che s'impegn˛ con successo per il rinnovamento della dotazione strumentaria, mentre non riuscý ad ottenere l'auspicata creazione di una nuova sede astronomica. Nel 1826, la vecchia torre astronomica, a causa della precaria stabilitÓ, fu demolita. La Specola di Firenze e l'Osservatorio Ximeniano rimasero, cosý, gli unici centri astronomici attivi in Toscana.

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Scheda a cura di Graziano Magrini

Data aggiornamento 24/gen/2008