|
Il mito di Leda, cioè l’unione della principessa greca con Giove trasformatosi in cigno dalla quale nascono una o due coppie di gemelli, è diffuso in epoca antica ed è trasmesso dalla tradizione letteraria e artistica.
La visualizzazione del mito in pittura e scultura si intensifica tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, con l’apporto di alcuni fra i maestri più autorevoli. Leonardo è il primo a proporne una raffigurazione come soggetto autonomo: di questo suo intervento restano due disegni autografi e altre più labili prove grafiche, mentre un dipinto o un cartone che non è giunto fino a noi è attestato da copie antiche (dipinti e disegni soprattutto) di altissima qualità.
Leonardo impostò la sua lettura del mito secondo un nitido schema che vede al centro la giovane donna, completamente nuda; da un lato pone i gemelli, appena usciti dal guscio delle uova prodotte dall’anomalo connubio, e dall’altro un gigantesco cigno-Giove. Tale schema suggerisce un’alternativa fra il momento erotico e la maternità, assegnando a Leda uno stato d’animo che oscilla fra tensione, incertezza e tenera malinconia.
|