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Teatro romano di Volterra

Edificato in et augustea grazie al finanziamento di due esponenti della famiglia dei Caecina, come testimonia un’epigrafe qui rinvenuta, il teatro di Volterra sorge in una posizione che, secondo i precetti codificati da Vitruvio, tiene conto dell'esposizione alla luce del sole e dell'effetto scenografico del paesaggio circostante. La cavea, infatti, esposta a nord e sfrutta abilmente il profilo naturale della collina per ottenere un’acustica ottimale. Le gradinate del teatro, addossate al declivio collinare, presentano un particolare effetto di bicromia, ottenuto alternando la pietra calcarea dei sedili alla scura roccia lavica dei corridoi di accesso. Tra la cavea e il proscenio ancora ben conservato il canale che serviva a contenere il sipario (aulaeum) che, nei teatri antichi, al contrario di quanto avviene in quelli moderni, si abbassava all'inizio delle rappresentazioni. Ben visibili sono anche i corridoi voltati che servivano a collegare la scena ai vestiboli esterni, e la scenae frons a due piani, originariamente rivestita di marmi e adornata di statue, oggi parzialmente rialzata grazie ad un moderno restauro. Dell’originaria decorazione scultorea rimangono due teste di Augusto ed una di Livia, conservate nel Museo Guarnacci. Di particolare interesse sono anche i resti del porticus post scaenam, area coperta posta alle spalle dei teatri, destinata ad accogliere gli spettatori durante gli intervalli degli spettacoli.

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Scheda a cura di Elena Fani

Data aggiornamento 08/gen/2008