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  • La tenuta di San Rossore, copertina de "Raccolta di XII vedute della città di Pisa disegnate, incise ed illustrate da Bartolomeo Polloni", Pisa 1834.zoom in altra finestra

Tenuta di San Rossore

La tenuta di San Rossore, che si estende ad ovest di Pisa fino al mare, era usata dai granduchi medicei per la caccia. Le cronache narrano che nel medesimo possedimento Cosimo III «casualmente uccise un pover'uomo con la spingarda, credendo nel veder frascheggiare che fosse un cinghiale, ed era un uomo che appunto levava l'interiora ad un daino». Nel secondo decennio del secolo XVII, nella tenuta medicea vennero portati alcuni dromedari per il trasporto di materiali alla città. I cammelli (Camelus dromedarius) dettero origine alla razza del "Cammello Toscano". Nel 1789 si contavano 196 esemplari. Sul cammello di San Rossore scrissero i naturalisti Giorgio Santi, Paolo Savi, Sebastiano Richiardi. Nel 1815, l'accademico georgofilo Luigi Porte scrisse la memoria Del Cammello Toscano in cui suggeriva l'utilizzo degli animali per il trasporto dell'allume nella miniera di Montione.

La tenuta, passata dai Medici ai Lorena e in seguito ai Savoia, divenne, con la caduta della monarchia, Tenuta Presidenziale. Oggi è proprietà della Regione Toscana, che l'ha inserita nel "Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli".

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Scheda a cura di Alessandro Tosi

Data aggiornamento 09/gen/2008