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Le fornaci dell'Impruneta

Cittadina di antiche origini, Impruneta vanta un'importante tradizione in ambito manifatturiero legata allo sfruttamento delle numerose cave di argilla presenti sul territorio. La qualità del materiale, che conferisce al prodotto finito un elevato grado di resistenza e leggerezza, l'abbondanza di legname necessario per l'alimentazione dei forni e la vicinanza di un grande ed importante centro come Firenze contribuirono, fin dal medioevo, allo sviluppo delle attività artigianali specializzate nella produzione di laterizi e vasi per lo stoccaggio (orci). A testimonianza dell'importanza assunta dalle produzioni imprunetine nel XIV e nel XV secolo esistono, tra le tante notizie ed emergenze architettoniche, due casi esemplari: un documento risalente all’anno 1308, secondo il calendario fiorentino ab incarnatione, che attesta la presenza di una corporazione di mezzinai e orciai imprunetini ("artis mezzinariorum et urceorum plebatus Sancte Marie Impinete"), e una Vita di Filippo Brunelleschi, scritta da Antonio Manetti, che ricorda come il celebre architetto fiorentino supervisionasse personalmente la produzione degli embrici delle fornaci dell'Impruneta destinati alla Cupola di Santa Maria del Fiore. È in questo periodo, inoltre, che si assiste ad un aumento delle richieste di forniture di stoviglie da parte degli ospedali, delle spezierie e dei monasteri fiorentini, servizio che perdurerà anche nei secoli successivi in parallelo con l'affermarsi di una nuova produzione di terracotte ornamentali per l'abbellimento dei giardini.

Di tale glorioso passato restano, oggi, numerose fornaci ancora attive che conservano la struttura originaria e parte dell'antico strumentario. Tra queste si segnalano, in particolare, la fornace della famiglia Poggi, risalente alla fine del Cinquecento, con il tipico loggiato antistante il cortile in cui venivano essiccati, durante i mesi caldi, i prodotti in terracotta, la Mital, con la sua collezione di manufatti antichi, la fornace F.lli Masini, che conserva due forni di fine Settecento e i modelli ottocenteschi in gesso dei precedenti proprietari e, infine, la Fornace Agresti. Quest'ultimo complesso, costruito agli inizi del secolo XVIII e ormai in disuso da diversi anni, ha conservato l'impianto originario su più livelli in pietra e mattoni, con i due antichi forni a legna, l'area adibita al deposito delle fascine, caratterizzato da una bella struttura ad archi, e il loggiato con ampia aia antistante. Per l'integrità dei locali e il buono stato di conservazione ne è stato proposto recentemente il recupero nell'ambito di un progetto dell'Amministrazione Comunale volto alla creazione di un Centro di Documentazione sul Cotto Imprunetino.

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Scheda a cura di Elena Fani

Data aggiornamento 03/gen/2008