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  • Veduta panoramica di Firenze dal Belvedere del Giardino di Palazzo Mozzi Bardini.zoom in altra finestra
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Giardino di Palazzo Mozzi Bardini

La vasta area terrazzata, recentemente restaurata e restituita al pubblico, si estende tra la riva sinistra dell'Arno e il celebre Giardino di Boboli. Documenti del Trecento attestano che nella zona, appartenuta fin dalla metà del Duecento alla nobile famiglia dei Mozzi, esisteva già un hortus conclusus, tipico esempio di giardino murato di gusto medievale. Arricchito ed ampliato nei secoli successivi, il giardino conserva ancor oggi il carattere composito dovuto alle stratificazioni di epoche diverse: l'antico parco agricolo ad est, l'impianto seicentesco con la scalinata barocca e villa Manadori al centro e, ad ovest, il giardino all'inglese creato da Luigi Le Blanc nei primi anni dell'Ottocento. Persi sono, invece, gli orti medievali che si trovavano a ridosso di Palazzo Mozzi, distrutti nella seconda metà dell'Ottocento per far posto ad un viale carrozzabile voluto dall'allora proprietario Stefano Bardini.

Le varietà botaniche presenti nel giardino, dovute, in parte, all'attento recupero filologico dei recenti restauri, restituiscono ancora l'idea dell'impianto antico. In particolare, il bosco all'inglese, principalmente costituito da piante autoctone (filirrea, pungitopo, leccio, bosso, alloro, ecc.) ha conservato qualche pianta esotica di tipico gusto ottocentesco, mentre il prato che costeggia la scalinata barocca affianca ancora a piante medicinali (rosmarino, rosa del Bengala, maonia e altre) coltivazioni di olivo e giaggiolo, usati in passato per la creazione di essenze di profumeria.

Di particolare interesse, dal punto di vista dell'ingegneria idraulica, è, infine, il recente ritrovamento del complesso sistema di giochi d'acqua di inizio Ottocento che dal Prato delle Azalee si sviluppava, con vasche degradanti, in direzione della villa.

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Scheda a cura di Elena Fani

Data aggiornamento 20/feb/2008