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Il Leonardismo

ritratto di leonardo

 
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Le opere dei seguaci leonardeschi non sempre sono esposte nei musei toscani; spesso, infatti, si trovano nei loro depositi (come nel caso della Galleria degli Uffizi) oppure si conservano in collezioni private e sono raramente visibili. La presenza di dipinti attribuibili alla mano di allievi di Leonardo o di artisti influenzati dalla sua maniera sono capillarmente diffuse in tutta la regione, da Firenze ad Arezzo, da Siena a Pistoia, fino a Lucca.

Persino le testimonianze dell’opera dei seguaci spagnoli sono conservate a Firenze nella Galleria Palatina e nei depositi di Palazzo Pitti, e ad Arezzo nel Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna.

  • Statua di Leonardo da Vinci, Loggiato degli Uffizi, Firenze.
Opere antiche e moderne

Un Cenacolo derivato da quello realizzato da Leonardo a Milano è visibile, per esempio, nella chiesa di San Michele a Guamo di Capannori; si tratta di una tela di cm 283x260, datata 1615.

 

In pittura, il più celebre ritratto di Leonardo è quello degli Uffizi. Questo fu considerato e, di conseguenza, riprodotto come Autoritratto sin dal 1715, quando Cosimo III lo introdusse nella Galleria; solo una radiografia eseguita agli inizi del Novecento ha svelato che si trattava di un falso, dipinto sopra una Maddalena seicentesca.

 

Sempre agli Uffizi, nel novero dei ritratti facenti parte della galleria detta gioviana - perché commissionata da Cosimo I su modello del museo dell'erudito Paolo Giovio - si trova un Ritratto eseguito da Cristofano dell’Altissimo intorno al 1566.

 

Un disegno da porre in relazione con il ritratto pubblicato da Vasari nella Vita di Leonardo si conserva nella Biblioteca Riccardiana: è il frontespizio del Ms. 3208 ("Discorso sopra il disegno di Leonardo da Vinci"), databile verso il 1570.

 

Leonardo non ha avuto molto fortuna quanto a monumenti celebrativi in Toscana. La scultura più significativa si trova nel Loggiato degli Uffizi, a opera di Luigi Pampaloni (1791-1847) che la realizzò intorno al 1839.

 

Nel vestibolo della Tribuna di Galileo del Museo della Specola, voluta dal Granduca Leopoldo II di Lorena e inaugurata nel 1841, tra gli affreschi dedicati al sapere scientifico del tempo, è visibile, in occasioni particolari, la grande lunetta con Leonardo dinanzi a Ludovico il Moro, dipinta nel 1843 da Nicola Cianfanelli (1793-1848); il bozzetto dell’opera si conserva nella Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.

 

Nel Palazzo Comunale di Borgo Sansepolcro si trova la tela ottocentesca di Angiolo Tricca (1817-1884), pittore e caricaturista, raffigurante Leonardo fanciullo nella bottega del Verrocchio.

 

Presso la Galleria dell’Accademia si conserva, infine, il dipinto raffigurante Leonardo da Vinci che vecchio e mortalmente infermo spira tra le braccia di Francesco I (tela di cm 136x181), con il quale Cesare Mussini (1804-1879) vinse nel 1828 il primo premio all’esposizione dell’Accademia fiorentina di Belle Arti.

  • Castello dei Conti Guidi, sede del Museo Leonardiano, Vinci.
Il contemporaneo

Negli ultimi decenni Leonardo ha costituito un tema sul quale si sono più volte cimentati gli artisti toscani che, col genio vinciano e la sua opera, hanno spesso dialogato, specializzandosi su singoli aspetti dell’idea e dell’iconografia leonardesca ed esprimendosi con linguaggi estetici quanto mai diversificati. Un elenco, per quanto succinto, non può trascurare i nomi di Marco Bagnoli, Sandro Chia, Adolfo Natalini, Roberto Barni, Andrea Granchi, Lucia Marcucci, Giuliano Ghelli, Franco Bulletti, Sergio Vacchi, Alessandro Reggioli, Antonino Bove, Bernd Kaute, Dilvo Lotti, Vittore Baroni, Franco Fossi, Andrea Dami. Altri sono recentemente scomparsi: da Vinicio Berti ad Antonio Bueno, da Pietro Grossi a Mario Mariotti, da Eugenio Miccini a Beppe Chiari.

 

Questo fenomeno ha conosciuto negli ultimi anni una crescita esponenziale sia a livello di creatività che di comunicazione in seguito al diffondersi della computer grafica e di Internet.

 

In Toscana, da Firenze e San Gimignano, da Lucca ad Arezzo, vengono spesso aperte al pubblico mostre con ricostruzioni e imitazioni di modelli, a conferma della popolarità di cui gode Leonardo inventore. A questo successo ha contribuito anche la cosiddetta "bicicletta di Leonardo", il cui progetto, però, oltre a non essere presente nel Codice Atlantico prima del restauro del 1961, come rileva Carlo Pedretti, non sembra riferibile alla mano del maestro.

 

Una conseguenza estrema della fortuna planetaria di Leonardo è rappresentata da opere come il best seller dal titolo La cucina di Leonardo (Leonardo’s kitchen notebooks, pubblicato per la prima volta nel 1987), che ha fatto credere a molti, compresi cultori e divulgatori, che Leonardo avesse gestito insieme con Botticelli una trattoria in Firenze. Il geniale autore è arrivato persino a immaginarsi l’esistenza di un fantomatico Codice Romanov pieno di disegni raffiguranti assurdi attrezzi da cucina, menù e ricette realizzati da Leonardo.

 

Ad Anghiari, nel Palazzo del Marzocco è allestito un Museo dedicato alla Battaglia di Anghiari, dove vengono anche esposte opere di artisti contemporanei come Vittoria Chierici.

 

A Celle (Santomato, Pistoia) la collezione Gori si è caratterizzata in particolare con le installazioni di arte ambientale nel parco romantico ottocentesco della villa, creando un unicum senza confronti. Diversi protagonisti internazionali delle neoavanguardie hanno qui lavorato dal 1982, dichiarando di essersi ispirati a Leonardo: da Robert Morris ad Alice Aycock.

 

A Seggiano (Grosseto), Daniel Spoerri, artista di origine rumena, vissuto in Francia, Svizzera e Germania, è fra i protagonisti del Noveau Realisme. Ha spesso dialogato con le opere di Leonardo; e sul Monte Amiata ha creato il "Giardino di Daniel Spoerri Hic Terminus Haeret".

 

Vinci è naturalmente al centro di un’attenzione particolare sull’attualità di Leonardo. Oltre a eventi musicali e teatrali a lui dedicati, e alle opere in esterni di Mario Ceroli, Nina Akamu e Mimmo Paladino, sono frequenti mostre e installazioni di artisti contemporanei nella Palazzina Uzielli del Museo Leonardiano, nel Museo Ideale Leonardo Da Vinci e nel Giardino di Leonardo.

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La modernità di Leonardo fra scienza e tecnologia

L’episodio più fantastico del Leonardismo in ambito tecnologico risale all’opera del pittore simbolista svizzero-tedesco Arnold Boecklin (1827-1901) che visse e morì a Villa Bellagio di Fiesole e sperimentò, ai piedi di Monte Ceceri, le sue macchine volanti, straordinarie opere di arte-scienza.

 

Diversi Istituti Universitari, centri di ricerca e Musei scientifici studiano le relazioni tra Leonardo, artista-scienziato-tecnologo e le moderne metodologie e conoscenze. È questa una delle funzioni precipue dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, che promuove ricerche, laboratori, convegni e seminari, edizioni, didattica on-line, attività di animazione, archivi digitali, mostre itineranti, a livello nazionale ed internazionale.

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Scheda a cura di Alessandro Vezzosi, con la collaborazione di Agnese Sabato

Data aggiornamento 05/feb/2008