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Il telescopio di Galileo

2.3 - Le osservazioni di Galileo

G. Galilei, Acquerello della Luna, 1609-1610 (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Ms. Gal. 48) G. Galilei, Osservazioni dei satelliti di Giove, 1611-1612 (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Ms. Gal. P. III, T. IV, car. 66t.) G. Galilei, Giovilabio di carta, 1611-1612 (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Ms. Gal. 70)

Nel marzo del 1610 uscý a Venezia il Sidereus nuncius, un opuscolo nel quale Galileo annunciava al mondo le prime, straordinarie scoperte astronomiche da lui compiute per mezzo del telescopio: la costituzione stellare della Via Lattea, la natura terrestre della Luna e la presenza di quattro nuovi astri orbitanti intorno al pianeta Giove. Il breve lavoro ebbe uno strepitoso successo editoriale; l’originaria tiratura di 550 esemplari and˛ rapidamente esaurita e le scoperte di Galileo ebbero vastissima eco in tutta Europa. Nei mesi successivi, seguirono altre, ma non meno importanti scoperte: la presenza di macchie sulla superficie del Sole, le fasi di Venere e l’aspetto tricorporeo del pianeta Saturno.

Queste scoperte cambiarono la tradizionale visione del cosmo e avviarono un rivoluzionario processo di unificazione che port˛ a assoggettare i corpi celesti alle medesime leggi fisiche cui obbediscono i corpi terrestri. Questo dimostra, oltre all’assoluta superioritÓ dei suoi telescopi rispetto a quelli dei contemporanei, anche e soprattutto la capacitÓ di Galileo di vedere il nuovo lÓ dove esponenti della cultura dell’epoca immaginarono complesse ipotesi nel tentativo di salvare la tradizionale cosmologia geocentrica.

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