logo Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza

Dopo la stagione che aveva visto il progredire delle scienze fisiche e matematiche e che aveva prodotto strumenti fondamentali, come l’"occhiale" e l’"occhialino", frutto delle ricerche galileiane, il barometro, nato dagli studi sul vuoto (1644) di Evangelista Torricelli (1608-1647), e il termometro "fiorentino", sul quale avevano lavorato gli accademici del Cimento, l’attività scientifica in Toscana declinò inesorabilmente. Cosimo III (1639-1723) accrebbe la collezione medicea di alcuni pezzi di rilievo, come le nuovissime macchine calcolatrici, e fece eseguire la raffinata cornice in ebano e avorio per conservare, come una reliquia, la lente obiettiva con la quale Galileo aveva scoperto i satelliti di Giove (Medicea Sidera). Tra i personaggi di spicco che lavorarono agli ordini degli ultimi granduchi medicei, merita ricordare Vincenzo Viviani (1622-1703), ultimo discepolo di Galileo (1564-1642), matematico e ingegnere di grande competenza. A lui si deve l’avvio di un processo di glorificazione dello scienziato pisano destinato a durare fino a tutto il XIX secolo.