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Fin dall’inizio del XIV secolo Firenze si distinse come una delle cittą pił attive nella diffusione della cultura matematica. La tradizione mercantile aveva favorito una straordinaria apertura verso il nuovo sistema di calcolo introdotto in Occidente dai matematici arabi, tanto che nel 1343 erano attive sei scuole d’abaco che istruivano pił di mille scolari. In queste scuole, l’aritmetica indo-arabica veniva insegnata insieme alla geometria euclidea seguendo l’insegnamento di Leonardo Fibonacci (1170-1250). Dalla geometria pratica degli abachisti derivarono probabilmente le regole che all’inizio del Quattrocento sancirono la nascita della prospettiva lineare, il nuovo metodo di rappresentazione destinato a rivoluzionare gli sviluppi rinascimentali delle arti figurative. Artisti e matematici incrociarono le proprie competenze per definire le regole che gettavano i fondamenti euclidei del nuovo linguaggio pittorico. Il nuovo metodo di rappresentazione ebbe poi straordinari sviluppi anche nel campo cartografico e topografico-militare.