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Conclusa vittoriosamente la guerra di Siena e avviata la costruzione politico-amministrativa del nuovo stato, Cosimo de’ Medici (1519-1574) iniziò a costruire anche l’immagine del potere, dando il via a un articolato programma di rinnovamento dell’antico Palazzo dei Priori. Giorgio Vasari (1511-1574) fu incaricato di ridisegnare e ampliare gli spazi di Palazzo Vecchio, seguendo un programma decorativo volto a celebrare il sovrano e il suo governo. Nell’ambito di questi lavori rientra anche l’allestimento della Sala delle Carte Geografiche, dove Cosimo I, giocando sul binomio Cosimo-Kosmos, celebrò la propria persona attraverso un grandioso apparato scenografico che riproduceva sulle pareti le pagine di un libro famoso e amato come la Cosmografia di Tolomeo (II secolo), quintessenza della conoscenza del mondo. Concepito dallo stesso Cosimo, il progetto fu affidato a Vasari, che si avvalse del contributo cosmografico del frate olivetano Miniato Pitti (?-1566). L’esecuzione delle 53 carte geografiche "di Tolomeo", con la rappresentazione del mondo antico e delle nuove terre recentemente scoperte, fu affidata al cosmografo Egnazio Danti (1536-1586) e completata dal suo successore Stefano Buonsignori (?-1589).